antichi guadi e sorgenti termali
Valli Trebbia e Aveto
L'itinerario si articola in 4 percorsi

"Acqua dolce & salata" vuole riscoprire antichi percorsi di interesse locale, vie e mulattiere che, diversamente dall’attuale tracciato della viabilità ordinaria, risalivano le valli in percorsi a mezza costa o in crinale, evitando in questo modo le gole e il passaggio su pareti scoscese prossime al fiume, così frequenti nella parte alta della Val Trebbia e della Val d'Aveto. Nei punti in cui il fiume era meno impetuoso ed in corrispondenza delle mulattiere intervallive i percorsi prevedevano il guado del fiume; guadi necessari in considerazione della mancanza di punti di attraversamento stabili, difficili da realizzare, sia per ragioni tecniche, sia per il fatto che i torrenti Trebbia ed Aveto, oltre a rappresentare una divisione fisica del territorio, hanno spesso rappresentato il confine socio politico di regioni e stati.

Il percorso, che parte dal Museo Etnografico della Val Trebbia a Callegari di Bobbio, quale punto significativo per coloro che intendono riscoprire la civiltà rurale in Val Trebbia, e in corrispondenza dell'antico guado di Cassolo e sulla sponda opposta, della località La Barca, nome che ricorda come in questo caso il guado poteva essere effettuato anche con una imbarcazione.

Il percorso raggiunge Bobbio recuperando in via di massima le antiche mulattiere sulla sponda destra del Trebbia, che permettevano di svalicare l’orrido di Barberino.

Superato Bobbio, si recupera poi l'antica e suggestiva strada di Carana, che permette di raggiungere Brugnello, antica corte dei Brugnatelli.

Il triplice guado che il progetto vuole riscoprire risalendo ancora la valle, è quello alla confluenza Aveto - Trebbia, questi antichi guadi, erano già segnalati sulla cartografia del Catasto Sabaudo (1853), quando Bobbio apparteneva al Regno di Piemonte e Sardegna, e permettevano di raggiungere il territorio penisola tra i torrenti Trebbia ed Aveto dominato in epoca medioevale dai signori del castello di Cariseto. Effettuato il guado, il percorso si suddivide in due importanti mulattiere: una verso Cerignale e la Val Trebbia, mentre l'altra prosegue per Casale e la Val d'Aveto.

Un terzo guado che si vuole recuperare è al termine dell'itinerario in Val d'Aveto e a Salsominore, antico punto di passaggio ove era disponibile, come del resto per il guado di Confiente, un passatore che, con trampoli, permetteva il passaggio agli inesperti anche in periodi di relativa portata del fiume.

Questo era il guado dell’unica via di comunicazione tra gli attuali Bettola e Ottone, e sino al primo novecento era percorso da armenti e da animali che venivano portati da un mercato all’altro.

 

La carta è disponibile presso il Laboratorio Multimediale, gli Infopoint, la Comunità Montana ed in vendita presso le edicole della Val Trebbia
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